Un anno di turbolenza: inchiesta sull’ecommerce nel settore pet

Questo mese PetB2B, l’autorevole pubblicazione del settore petfood&supplies in cui lavoro, è uscito con una bella ricerca in cui si parla nuovamente di ecommerce e in particolare dell’impatto di Amazon e altri pure player entrati nel mercato del pet ormai in maniera ufficiale.

Con piacere ho risposto all’invito della redazione a partecipare all’inchiesta in qualità di esperta di strategie e-commerce e operatore storico del settore. Ecco il mio contributo.

Tre domande a Silvia Bosio, titolare di Paco

Per voi il 2018 è un anno di rinascita, dopo l’operazione di rebranding che avete concluso lo scorso aprile. Come siete giunti a questa decisione?

«Il mercato è molto cambiato, soprattutto nell’ultimo anno con l’arrivo di Amazon. Per questo abbiamo ritenuto fondamentale rinnovarci, trovare una strada distintiva, ancora più specializzata rispetto al passato. Offrire prodotti con caratteristiche sempre più peculiari e dare un servizio che mette davvero il cliente al centro: siamo convinti che questa possa essere una strategia che ci consenta di non subire eccessivamente l’aggressività dei competitor più grandi di noi».

In che modo un sito e-commerce può offrire un servizio da specializzato?

«Il primo passo è legato alla selezione dei prodotti. I requisiti devono essere legati alla qualità e a particolari profili nutrizionali. Noi, ad esempio, non trattiamo referenze mass market e siamo alla costante ricerca di prodotti con contenuti sempre più vicini a quelli del settore umano. Dobbiamo fare il possibile per toglierci dalla guerra del prezzo e l’unico modo è interfacciarci a un tipo di clientela che abbia due requisiti fondamentali, ovvero che sia disposta a spendere qualche euro in più per la qualità e che sia attenta alla salute dell’animale. C’è una grossa fetta di pubblico che non guarda solo al prezzo e a cui si deve cercare di offrire servizi e supporto sempre più di alto profilo».

Quale futuro vede per il mercato pet online?

«In futuro anche l’online sarà sempre più vicino al retail fisico. Il mercato è destinato a evolvere in un’ottica di multicanalità. Molte persone entrano in negozio e acquistano sul web, e altri si informano sulle caratteristiche dell’offerta sui siti e-commerce per poi andare a effettuare l’acquisto direttamente nel punto vendita fisico. Questo accade anche nel mondo pet e tali comportamenti saranno sempre più diffusi. Vincerà chi sarà in grado di offrire un’esperienza congiunta e in continuo rinnovamento»

Ringrazio la redazione di Petb2b per l’opportunità di partecipare all’inchiesta. Per leggere l’articolo completo questo è il link (pagina 28)

2018-09-02T16:05:35+00:00